Alessandra e Monica: i morti in bici!

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14 Dicembre 2011

Alessandra e Monica: i morti in bici!

effe erre congressi napoli



Perché un vero viaggio comincia molto prima del check-in in aeroporto e dello spazzolino in valigia. È nello stesso istante che si decide di farlo che comincia il percorso. Questo è il  racconto di una scoperta, di un viaggio che effe erre congressi ha  condiviso con entusiasmo, per la sua vocazione al turismo sostenibile. Un viaggio dentro la testa, nella natura attraverso il corpo. Un viaggio che inizia davanti ad un buon bicchiere di vino rosso in una serata di agosto, quando due amiche decidono di scoprire l’Italia in sella ad una bici.
 
Comincia pressappoco così:
Monica: “Ti va di fare 110 km in bici, da Venezia a Verona nel weekend dei morti?”
Alessandra: “Magari…. così stacco un po’ la spina dallo stress lavorativo”.

Internet aiuta nelle ricerche  e calendario alla mano dopo meno di 24 ore il biglietto easy jet Napoli- Venezia è sulla casella di posta. Si parte il 30 ottobre in altre parole “I Morti in bici”. Il nome è eloquente e la scaramanzia napoletana aiuta nell’interpretazione di macabri presagi: esattamente come quando si deve prendere l’aereo e nei giorni prima non saltano che all’orecchio notizie di disastri in volo. Si comincia con leggere involontariamente le statistiche allarmanti dei morti  in bicicletta nella pianura padana, si continua con una foto di una bici accartocciata ed infangata in un canale, comparsa nello “street view” di Google Maps quando si cercava di studiare il percorso, fino ad arrivare al nome del primo hotel prenotato: Hotel Paradiso.
Mettiamo da parte le tragiche coincidenze e, forti di un’intensa ed appassionata preparazione atletica, fatta di jogging mattutino, passeggiate in bicicletta, sana alimentazione ma anche numerose telefonate e qualche buon caffè, arriva il 30 ottobre.  Siamo finalmente in aereo, felici ed emozionate.
I presagi negativi sono sempre più lontani quando incontriamo il sostegno e la professionalità di “Veloce”, agenzia specializzata in bici tour, e del suo titolare Jerry De Concilio, che ci accoglie con entusiasmo raccontandoci di essere le prime sue clienti italiane.

A Venezia completiamo la trasformazione: in aereo la testa era già proiettata sul percorso, ma mancavano quegli accessori che avrebbero a breve fatto di noi delle autentiche bike-women. E così, come la cabina telefonica per Superman, così il bagno dell’aeroporto di Venezia ci vede uscire in tenuta ciclistica professionale, acquistata poche ore prima ascoltando i consigli di un vero angelo, materializzatosi al nostro fianco in un disorientante grande magazzino sportivo.
Siamo pronte ad aggredire i nostri 110 Km!
Dopo una breve pausa a Fusina, sull’antica foce del Brenta, Jerry de Concilio ci accompagna a Mira e armate di due belle biciclette, carta geografica, entusiasmo, sorrisi e poche cose essenziali, cominciamo il tour.
Cominciamo il nostro viaggio nel tardo pomeriggio, abbiamo meno di un’ora di luce e 12 Km circa per raggiungere la nostra prima tappa: Stra dove ci attende il nonpiùtantosinistro Hotel Paradiso.
Procediamo pedalando piacevolmente lungo la strada provinciale che costeggia il fiume Brenta, si affacciano su questo percorso panorami ordinati e armonici, ville palladiane di rara bellezza e animali che sembrano usciti per la naturalezza con la quale si muovono  da un documentario di “Discovery Channel”. Gabbiani di fiume ci accompagnano in questa tappa che si conclude al tanto temuto, ma piacevolmente rassicurante Hotel Paradiso.
Abbiamo già la netta sensazione che non sarà un viaggio qualsiasi, ma un viaggio vero, affrontato in una maniera insolita e quasi d’altri tempi. Un viaggio la cui bellezza sta nel percorso, non nella meta.
Questo modo di viaggiare riesce a rendere anche più facile il contatto con le persone, forse sembriamo più umani di quei turisti “automatizzati” dei weekend lunghi in voli lowcost, chissà… Diventa piacevole scambiare quattro chiacchiere col portiere di notte/cameriere/un po’ tuttofare dell’albergo: e si apre il primo spaccato di vita, pensieri, considerazioni, qualche confidenza e un po’ di ansia per un imminente cambiamento.
Il “viaggio” non è solo osservazione, ma anche scambio!
Ripartiamo cariche alle 9 di mattina di un’anomala giornata di fine ottobre, calda e assolata.
La seconda nostra seconda tappa è stabilita a circa 60Km di distanza.
Cominciamo costeggiando il canale Piovego, che ci porta prima  nella bellissima Padova, attraverso un percorso ciclabile di disarmante bellezza. Lungo il percorso abbiamo modo di scoprire la superba e solitaria “Villa Giovanelli”, la cui storia ci viene raccontata da un ragazzo incontrato nei pressi che passeggiava col cagnolino. Anche qui è immediato il confronto e lo scambio di opinioni, la tristezza nel suo sguardo quando ci parla del nuovo inceneritore costruito a pochi metri  e sovradimensionato rispetto all’esigenza territoriale: un percorso bellissimo, un paesaggio unico, mite e sereno, sfregiato dal mostruoso inceneritore.
Dopo un giro a Padova e aver ammirato Prato della Valle (la piazza più grande d’Europa) gremita di giovani studenti, turisti, mercatini, ponticelli, statue e giochi d’acqua, ci concediamo una pausa a Saccolongo in un singolare Roxy Bar gestito da una colonia di cinesi padovani!
Il percorso prosegue snodandosi lungo la strada del vino, attraverso immense distese coltivate, case coloniche, anatre, aironi cinerini e, soprattutto, vigneti.
Cediamo al fascino della bella distilleria che incrociamo sulla strada Romea e ci fermiamo per una degustazione. Riscaldate, e anche un po’ brille, continuiamo verso Orgiano, e ci immergiamo per un attimo nella vita del paese, dove la tabaccheria di Graziano è una sorta “Bar Sport” di Stefano Benni.  Chiacchieriamo un po’ con Graziano, che ci racconta di suoi trascorsi napoletani, dove, mentre faceva jogging la mattina sul lungomare, lo scambiavano per Maradona!, ora qui lo chiamano el Pibe di Orgiano, e conosciamo la Signora Graziella, sguardo azzurro e che si illumina quando le raccontiamo della grappa appena assaggiata…è una fan anche lei!

Salutiamo a malincuore la combriccola, il buio si avvicina, e riprendiamo la marcia verso Madonna di Lonigo (i Santi continuano ad assisterci!) dove grazie alle indicazioni di Graziano e Graziella troviamo una piccolo B&B  dove passare la notte. Ci concediamo una cenetta a base di risotto al radicchio e speck ed un conturbante baccalà alla vicentina, ben innaffiati da un rosso cabernet al Ristorante Arena di Lonigo,  dove viene festeggiato in maniera “professionale” l’Halloween…ragnatele e mostri dappertutto!
La mattina successiva 1 novembre siamo pronte per la pedalata finale, direzione Verona.

Gli ultimi 30 Km, lungo un percorso meno piacevole, perché su strada a scorrimento veloce, ma per fortuna non molto trafficata grazie alla giornata festiva di “Tutti i Santi”.
Giunte a Verona, riconsegniamo bici ed un ottimo feedback a Jerry e ci prepariamo al giusto epilogo del percorso: una magnifica passeggiata a Verona accompagnate dall’amico veronese Giampaolo Moretti perfetto Cicerone di questa stupenda città tutta da scoprire. Coroniamo il tutto con una buonissima cioccolata calda con panna!

Paesaggi, risate, complicità, umanità, accorgersi che c’è un corpo che esiste, della braccia che ci guidano, delle gambe che ci sostengono. Andare in bici ci aiuta a non avere paura del tempo, a non essere troppo veloci e nemmeno troppo lenti. C’e qualcosa di più, c’è una scoperta, una testa e un corpo. Binomio di benessere. Scoprire e guardare. Lasciarsi guidare dall’istinto, farsi raccontare la storia delle persone che è inevitabilmente legata alla storia del territorio. Perché abbiamo scordato l’anno di costruzione di Villa Giovanelli, ma in testa è vivo il ricordo di quel passante che orgoglioso ne raccontava la bellezza. Abbiamo forse dimenticato il nome di tutti i paesi che abbiamo attraversato, ma stampate come cartoline abbiamo i paesaggi, le case gialle e i salici ai margini della strada. Abbiamo rimosso il nome della grapperia (no, quello forse no, ce lo siamo portato stampato sulle uniche due cose acquistate nel viaggio, le bottiglie!), ma in bocca ancora il sapore e la gentilezza della proprietaria della distilleria.
Nelle orecchie il suono del dialetto de “el pibe di Orgiano”, che fiero raccontava le sue glorie calcistiche. Perché ogni volta che si spegne il cervello, e si accarezza il tempo con il corpo ci si rende conto che sono le sensazioni,  gli occhi, il corpo in uno scambio di mutuo riconoscimento ad azionarlo. I milioni di bit, di spie luminose accelerano il passaggio e si finisce con il perdere i dettagli, le sfumature. Siamo pronte per ripetere l’esperienza magari sui colli senesi o in una città straniera. Pronte per emozionarci quasi involontariamente. Perché è libertà che entra dentro, il respirare, il sudare. L’emozione che nasce dalla comunicazione naturale tra testa corpo e territorio.
Tante le foto scattate, momenti immortalati che se volete potete guardare sulla pagina facebook di effe erre congressi, perché a volte un immagine vale più di mille parole.
Ci piaceva l’idea di condividere con Alessandra, Monica e tutti voi questo esempio di turismo sostenibile, di grande umanità, e di poterlo immaginare e proporre anche nella nostra regione ed ai nostri clienti ed amici. Siamo pronti per suggerimenti, idee e percorsi per ritrovarsi magari tutti in sella ad una bici.
 

Monica Adamo, Alessandra Saioni, Giovanni Salzano
 
 
 
 
 
Alessandra e Monica : “Dead on Bike”
 
 A real trip begin before the check-in at the airport and putting the toothbrush in your suitcase. It is at the same moment that you decide to do that. . . begin the path. This is the story of a discovery, a journey that Effe Erre Congressi shared with enthusiasm for the vocation of sustainable tourism. A trip inside your mind, inside the nature through the body. A journey that begins in front of a good glass of red wine in an evening of August when two friends decide to explore Italy riding their bikes.

 It begins like this:
Monica: “Want to you think to do 110 km by bike, from Venice to Verona in the Weekend dei morti”
Alessandra: “Maybe …. so I can take time for myself, far to work stress “.
Internet help us and after less than 24 hours the easy jet ticket from Naples to Venice is on the mailbox. It starts on October 30 in other words “The Dead by bike”. The name speaks for itself and the Neapolitan “good luck” helps in the interpretation of ill omens: just like when you have to take a plane and in the days before you just ear in-flight disasters news. It begins with involuntarily read the alarming statistics of the dead cycling in the Pianura Padana, it continues with a picture of a crumpled bike across a muddy canal appeared in Google Maps “street view” when you are trying to study the route, until get the name of the first hotel booked: Hotel Paradiso.
 Let us put aside the tragic coincidences and, armed with an intense and passionate athletic preparation, maded by: morning jogging, cycling, healthy eating but also numerous phone calls and some good coffee, arrives 30th October. We are finally on the plane, happy and excited.
Negative omens are increasingly distant when we meet the support and professionalism of “Veloce“, a specialized agency of the bike tour, and its owner Jerry De Concilio, which welcomes us with enthusiasm by telling us that we were the first Italian customers of his agency.
 When we arrived to Venice we complete the transformation: in the plan our head was already projected into the path, but lacked the accessories that they would shortly made us as the authentic bike-women. And so, as like Superman phone booth so the bathroom of Venice airport made us a professional cycling clothes, purchased just hours before listening the advice of a true angel materialized beside us in a confusing largest sports warehouse.
We are ready to attack our 110 Km!
After a short break in Fusina, on the ancient mouth of the Brenta, Jerry de Concilio accompanies us in Mira and armed with two beautiful bicycles, map, enthusiasm, smiles and a few essential things, let’s start the tour.
We begin our journey in the late afternoon, we have less than one hour of daylight and 12 Km to reach our first stop: Stra, where we booked our “unlikely” Hotel Paradiso.
We continue pedaling pleasantly along the road that runs along the Brenta’s River, overlook this path views orderly and harmonious, Palladian villas of rare beauty and animals that for the ease on which they move seem to come out from a documentary of “Discovery Channel“. River gulls accompany us in this leg that ends in our pleasantly reassuring Hotel Paradiso.
 We already have a strong feeling that it will not be just a normal journey, but a real journey, addressed in an unusual way and almost of another era. A journey where the beauty is in the path, not in to the destination.
This way of traveling can also make it easier to connect with people, perhaps we seems more human than those “automated” tourists who pass their journey weekend in lowcost trip, maybe … Become pleasant talk with the night waiter / doorman / a handyman of the hotel: and opens the first slice of life, thoughts, considerations, some confidence and a bit of anxiety about an upcoming change.
The “journey” is not only observation but also exchange!
 

 The day begun at 9 am in to an abnormal day in late October, it was warm and sunny.
Our second stop is set at about 60Km of distance.
Let’s start along the canal Piovego, through a cycle 
track of disarming beauty, which leads us first to the beautiful Padova. Along the way we had the opportunity to discover the superb and solitary “Villa Giovanelli”, whose story is told by a guy met there who was walking with the little dog. Is immediate the comparison and exchange of opinions, the sadness in his eyes when he speaks of the new incinerator built a few meters and oversized compared to territorial need: a beautiful location, a unique landscape, calm and quiet, distroyed by the monstrous incinerator.

 After a trip to Padova and have admired Prato della Valle (the largest square in Europe) packed with young students, tourists, markets, bridges, statues and water features, we allow ourselves a break in Saccolongo in an unique Roxy Bar carried on by a colony of Paduan Chinese!
The 
trip continues winding along the wine route through vast cultivated areas, farm houses, ducks, herons and above all, vineyards.
We 
stopped seeing the charms of the beautiful distillery we meet on the road Romea and we stop for a tasting. Heated, and even a bit drunk, we continue to Orgiano and immerse ourselves for a moment in the life of the country, where the Graziano’s tobacco shop is a kind of “Sports Bar” by Stefano Benni. Talking a little bit with Graziano, who tells us his Neapolitan past, where while jogging in the morning on the waterfront, mistook him for Maradona ! Now, here, people call him “el Pibe of Orgiano” then we met Mrs. Graziella, blue eyes and that lights up inside of them when we told her that we just tasted grappa … is a fan too!

 We reluctantly salute the gang, the darkness approaching, and here we go to Madonna di Lonigo (Saints continue to assist us!) where thanks to the instructions of Graziano and Graziella we find a small B&B to spend the night. We treated ourselves with risotto with radicchio and speck, dried salted cod cooked at Vicentina all well watered by a red cabernet at Restaurant Arena in Lonigo, where it is celebrated in a “professional” way the Halloween… cobwebs and monsters everywhere!
The next morning, 
1st of November we are ready for the final ride, direction Verona.

The last 30 km, down a less pleasant path, because of the fast road, but fortunately not very busy thanks to the “festive All Saints” day.

Come to Verona, we give back the bike and with a very good feedback to Jerry we prepare for an appropriate ending of the course: a magnificent walk in Verona’s city accompanied by the friend Giampaolo Moretti, perfect Cicero of his beautiful city. Wecrowned all with a very good  hot chocolate with whipped cream!Landscapes, laughter, complicity, humanity, realizing that there is a body that exists, the arms that guide us, the legs that support us. Cycling helps us not to be afraid of the time, not to be too fast nor too slow. Is there something more, there is a pool, a head and a body. Combination of well-being. Discover and watch. Be guided by our instinct, listen the story of the people that are inevitably linked to the history of the territory. Because we have forgotten the year of Villa Giovanelli construction, but in our head is alive the memory of that proud passer that told us the ancient beauty. Whave forgotten the name of all the countries we crossed, but printed as postcards in our mind we have landscapes, yellow houses and willow trees on the roadside. We have removed the name of grappa (no, that maybe not, there we are brought printed on only two things you buy in the travel, the bottles!), but in the mouth we still have the taste and kindness of the owner of the distillery. In my ears the dialectical sound of “el Pibe of Orgiano”, proudly recounting his football’glories. Because every time you turn off your brain, and strokes the time with the body you realize that you feel the feelings, the eyes, the body of the exchange of mutual recognition that operate on it. millions of bits, of warning lights accelerate the transition and you end up losing the details, the nuances. We are ready to repeat the experience maybe on the Sienese hills, or in a foreign city. Ready to move us almost involuntarily. Because it is freedom that comes inside, the breathing, the sweat. The emotion that born from the natural communication between body, head and territory.

 Many photos taken, moments immortalized that if you want you can look on the facebook page of Effe Erre Congressi, because sometimes a picture is more than a thousand words.
We liked the idea of sharing with Alessandra, Monica and all of you this example of sustainable tourism, of great humanity, and to be able to imagine and propose it in our region and to our customers and friends. We are ready for tips, ideas and paths finding themselves perhaps all riding a bike.

 
 
Monica Adamo, Alessandra Saioni, Giovanni Salzano
 
Traduzione a cura di Hilary Di Leva