Inquinamento digitale: il rapporto tra inquinamento e digitale

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Inquinamento digitale: il rapporto tra inquinamento e digitale

Inquinamento digitale

La transizione digitale è ormai inarrestabile, di pari passo con il fenomeno dell’inquinamento digitale. Ma quanto sono sostenibili le nuove tecnologie?

La tecnologia digitale, che permea ormai ogni aspetto della nostra vita, viene percepita come uno strumento di per sé in grado di ridurre l’impatto ambientale delle nostre azioni. La dematerializzazione di alcuni processi permette ad esempio di ridurre l’uso della carta stampata. 

Nell’ambito degli eventi con l’ascesa di eventi digitali e ibridi e dello smart working si ha la possibilità di limitare gli spostamenti, riducendo i consumi di carburante, mentre l’intelligenza artificiale consente di ottimizzare i processi produttivi e ridurre l’uso delle risorse. 

Proprio in tempi di pandemia abbiamo visto un aumento esponenziale dell’utilizzo di piattaforme digitali, ad esempio per videoconferenze e per la didattica a distanza, della fruizione di video in streaming, dell’utilizzo di app e una forte ascesa dell’e-commerce. 

Tuttavia anche la tecnologia ha un prezzo in termini di sostenibilità.

Perché non dovremmo sottovalutare l’inquinamento digitale

Bisogna innanzitutto considerare che qualunque apparecchiatura digitale necessita di alimentazione. Alimentazione che deriva per lo più da fonti fossili e non rinnovabili, producendo quindi anidride carbonica e accrescendo l’effetto serra. 

Si stima che una sola email emette una quantità di CO2 pari a quella emessa da una lampadina accesa per mezz’ora (fonte R. Cingolani per L’Espresso). 

Sono essenzialmente 4 i fattori responsabili dell’inquinamento digitale: 

internet e i network telematici, con il loro traffico di dati in costante crescita. La circolazione dei dati non è altro che una serie di correnti elettriche che viaggiano su cavi, di onde elettromagnetiche o fasci di luce che viaggiano su fibra ottica. 

– i Data center: la produzione e lo stoccaggio dei dati si basa sull’utilizzo di server, che vanno alimentati e refrigerati h24. 

– i dispositivi connessi;

– l’internet of things e l’intelligenza artificiale: pensiamo alla domotica, alla robotica e all’automatizzazione dei processi produttivi. 

Sebbene l’avanzamento tecnologico fa in modo di progettare sistemi che consumano sempre meno energia, l’aumento esponenziale del traffico dei dati e delle connessioni fa sì che l’impatto energetico e la conseguente emissione di gas serra prodotta dalla tecnologia digitale raggiungerà entro il 2025 il 5% del consumo energetico globale. 

Cosa possiamo fare per ridurre l’inquinamento digitale?

La tecnologia digitale fa ormai parte della nostra vita in tutti i suoi aspetti e impedirne il progresso è impensabile. Tuttavia possiamo farne un uso responsabile e consapevole. 

Nel nostro piccolo possiamo tutti fare qualcosa in questa direzione. 

– Riflettere sull’opportunità di immettere nel web una gran quantità di dati (ad esempio tramite post sui social network). 

– Ridurre le email inutili, ad esempio disattivando l’avviso di lettura e annullando l’iscrizione a newsletter che non leggiamo. 

– Non utilizzare inutilmente i nostri device, solo per noia: scrollare per ore le bacheche dei social network è gratis, ma ha un prezzo che non vediamo.

– Disinstallare dai nostri dispositivi le app che non usiamo, evitando inutili aggiornamenti e stoccaggio di dati. 

– Diminuire le ricerche da motori di ricerca, immettendo direttamente l’indirizzo web del sito che cerchiamo. 

– Eliminare dai cloud, dagli hardware, dalle caselle email, tutti i dati che non servono, come video, foto, pubblicità.