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Social influencer: come ti promuovo la Destinazione

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Social influencer: come ti promuovo la Destinazione

Per promuovere mete turistiche, destinazioni e territori, la tendenza del “nuovo marketing” si basa sulle persone e sulle relazioni; come ha cambiato la percezione delle destinazioni la figura dei Social influencer? Scopriamolo insieme.

 
 

Social influencer: il nuovo marketing territoriale

Negli ultimi giorni abbiamo assistito su ogni piattaforma social che si rispetti, al dibattito acceso, se così possiamo definirlo, nei confronti di una famosissima influencer, Chiara Ferragni, che in giro turistico per il Bel Paese, scattando selfie accanto ai più grandi reperti artistici italiani, ha destato sconcerto ma anche molti consensi tra il popolo del web. Molti infatti non hanno gradito l’accostamento della personalità della blogger e il mondo dell’arte; intanto però i luoghi e i musei visitati dalla famosa fashion influencer hanno fatto innalzare l’indice di gradimento e l’interesse dell’audience più giovane, prima, forse poco attratto dal turismo museale.

Strategia di marketing o mera coincidenza? 

Vediamo di capirci meglio. Per rispondere alla ricerca da parte dei consumatori di luoghi tipici, unici ed originali, è chiamata in causa l’intera destinazione nella sua complessità; che deve mettere in campo tutte le sue risorse per realizzare il cosiddetto marketing esperienziale. Il soggetto che determina il successo o meno della destinazione è ovviamente il turista. Pertanto, un luogo diventa destinazione quando si posiziona tra le preferenze dei turisti, cioè quando viene percepito come luogo capace di soddisfare i loro bisogni e motivazioni.

Affinché una destinazione turistica possa attrarre potenziali consumatori deve attuare un’adeguata strategia di marketing; il cui scopo è quello di valorizzare le diversità peculiari, nonché le autenticità uniche dei territori e dei loro costumi. Ovviamente sta poi a chi gestisce la promozione del territorio cogliere l’opportunità per consolidare il profilo di una destinazione o in alternativa per promuovere l’offerta e posizionarsi sul mercato. Da un turismo di destinazione ad uno di motivazione, in cui ha preso spazio il Turismo 2.0; dove l’utente chiede di dialogare, confrontarsi, esprimersi ma soprattutto contribuire. Da qui con i suoi pro e contro, al cosiddetto influencer marketing il passo è breve.

 
 

Destinazione e Influencer marketing 

Nasce per rispondere ad un nuovo profilo di viaggiatore sempre più desideroso di scoprire nuovi territori ed esperienze anticonvenzionali ed autentiche. Nel Mondo, il volume di campagne social media vantano cifre che superano i due milioni di post, con oltre due miliardi di interazioni; il nostro Paese, nello specifico, si ferma per così dire a poco più di 200 milioni. L’ influencer marketing è una tecnica utile quindi, per gestire quelli che sono i nuovi turisti; che spesso decidono di acquistare un servizio o un prodotto perché il loro VIP preferito lo ha fatto. Una regola per non commettere errori è considerare non tanto gli influencer generalisti, ma bensì blogger specializzati o tematici. E in particolare tener conto di un’altra figura, il cosiddetto Ambassador. Ma cerchiamo di capire quali siano le differenze tra le diverse figure di social influencer.

 
 

Chi sono i Social influencer e cosa fanno

Considerati nella macro categoria essi hanno il potere di:

  • facilitare l’accesso a nuovi potenziali turisti;

  • incrementare la credibilità della destinazione o del prodotto/servizio;

  • promuovere la destinazione;

  • creare dei contenuti per il territorio.

All’interno troviamo le diverse figure specifiche dei micro influencer: i top influencer, gli ambassador e i local influencer, o anche detti travel blogger, che operano in una specifica area geografica con un gran numero di follower al suo interno. Oggi, queste, sono le figure che meglio si adattano a fare storytelling turistico cioè raccontare destinazioni e territori. Tecnica che consente di arrivare al potenziale visitatore nel modo più empatico e diretto possibile, cioè attraverso il coinvolgimento della storia della sua esperienza di viaggio. Attraverso lo storytelling, qualunque messaggio viene percepito in maniera più autentica, con un effetto più credibile e persuasivo rispetto a qualunque altra azione pubblicitaria. Questo perché i micro influencer sono molto vicini al loro pubblico e ne hanno grande considerazione.

Quali sono le differenze sostanziali tra l’ influencer e l’ ambassador?

La differenza di base sta nel bacino di utenza al quale si rivolgono; l’ influencer è una persona con una vasta comunità di follower, che si è guadagnato questo status perché attraverso la produzione di contenuti attrattivi per il pubblico, essi lo hanno percepito come un leader d’opinione nel suo campo; acquisendo così il potere di influenzare i consumi e i gusti della sua community. Nella scelta tra le due figure pesa molto il tipo di clienti che vogliamo attrarre e il profilo della destinazione che vogliamo promuovere. Di conseguenza se si desidera ottenere visibilità con una comunità ben definita sarà meglio optare per una campagna con un influencer. Attenzione però, spesso, ingaggiati per il loro potere di raggiungere un gran numero di potenziali clienti, non danno una garanzia attendibile sulle capacità di coinvolgimento e autenticità.

Invece, l’ Ambassador è un cliente già acquisito, soddisfatto dei servizi della destinazione. Oppure è un residente del luogo stesso, che fa promozione spontaneamente sui propri canali digitali, social media e blog. Per questo motivo ha una maggiore affinità con la destinazione, perché è maggiormente riconoscibile e identificabile con il territorio. Spesso lo fa a titolo gratuito. Benché gli approcci tra i due siano molto diversi, è pur vero che entrambi sono comunque vettori di comunicazione, che hanno lo stesso obiettivo: diffondere e amplificare i messaggi della destinazione o impresa turistica.


 

Il nostro consiglio: scegli un ambassador per la tua destinazione

Tutela del patrimonio, sostenibilità green, autenticità e identità locale sono punti fondamentali nella scelta della destinazione per la propria vacanza. In questo contesto,        l’ ambassador è il rappresentante ideale, perché conosce la destinazione, e il suo contributo sarà molto più appassionato e convincente di quello di un influencer. Un altro aspetto importante è che il rapporto con un influencer durerà solo il tempo della campagna, generalmente pochi giorni o al massimo poche settimane. Al contrario, un programma ambassador è a lungo termine. Il vantaggio sta nel fatto che condividono le proprie passioni, in modo quasi disinteressato, parlando con competenza e cognizione di causa, e capacità critiche, perché per primi credono nel prodotto di cui parlano e desiderano condividerlo. Ciò gli permette di essere più credibili agli occhi della community che gli si affida proprio per la genuinità dei loro messaggi.

 
 

L’esperimento Social Destination in Italia

L’obiettivo era capire se e come i Social influencer potessero aiutare le destinazioni a fare promozione. Sebbene sia una pratica abbastanza diffusa negli Stati Uniti e in altri Paesi social media users sparsi nel Mondo, a rispondere all’esperimento Social Destination in Italia, sono state l’80% delle Regioni; le quali hanno affidato la gestione del proprio account social ad un influencer. La scelta si è basata sulla qualità dei contenuti e l’ affinità per valori, seguiti dal numero di follower ed engagement. E bene gli obiettivi raggiunti sono stati: aumento della visibilità della destinazione e degli eventi sul territorio, promozione di prodotti e/o itinerari, visite sul sito web. Le azioni intraprese quindi sono state più che soddisfacenti, con un aumento di immagine sul mercato e riscontri in termini di visitatori; un successo proficuo non soltanto per le aree coinvolte ma un ottimo risultato che si riflette sull’ identità di tutto il Paese. I Social influencer funzionano. 

Provare per credere!