Villa Lysis
A Villa Lysis si approda attraverso un’imponente scalinata, dove si viene accolti dall’iscrizione “Amori et Dolori Sacrum”. L’incisione fu voluta da Jacques d’Adelswärd Fersen, il nobile parigino che si rifugiò sull’isola di Capri per allontanarsi dagli scandali della città. L’eclettico Fersen, barone e poeta fece progettare la villa, non lontano da quella dell’imperatore Tiberio.
Villa Lysis si distingue, oltre che per la posizione privilegiata, su un promontorio a picco sul mare, per le sue pregevoli architetture. Qui si conduceva una vita di lussi, eccessi e passioni. Qui si consumò la passione tra il barone e il giovane Nino Cesarini, fino al suicidio di Fersen. Le architetture interne richiamano la vita di eccessi e lusso del barone. Tanto che al suo interno è presente la cosiddetta camera cinese, un salone dedicato al consumo di oppiacei. Terrazze e verande infine si aprono sul suggestivo panorama unico al mondo.
Oggi la villa, di stile neoclassico, è parte del progetto di valorizzazione del patrimonio archeologico, storico-artistico e paesaggistico dell’Isola di Capri. Villa Lysis è stata infatti oggetto di importanti restauri che l’hanno ricondotta al suo originario splendore, dopo anni di abbandono.